Vagary, il vice-Citizen

“E’ meglio essere primo in Gallia che secondo a Roma”.

A pronunciare questa frase, come sappiamo, fu nientemeno che Giulio Cesare, il quale arrivò successivamente ad essere il “padrone” della Caput Mundi.

E’ questa la filosofia che probabilmente muove Vagary, il brand distribuito da Citizen, al quale si ispira come comportamento strategico-commerciale.

Vagary occupa quella fascia che Citizen ha abbandonato in virtù delle nuove spinte tecnologiche imposte a se stesso, ma che in ogni caso costituiscono un mercato ancora vivissimo e ambito: quello degli orologi al quarzo, per così dire, di tecnologia tradizionale.

Tutti coloro che non necessitano del sistema Eco-Drive, o della funzione di radio-controllo, costituiscono il target di questo dinamico brand, improntato sul colore e sull’ottimismo.

Traspare quindi in modo palese l’intenzione di Citizen di proporre il brand-pilota quale veicolo di trasmissione di una tecnologia avanzatissima, lasciando a Vagary il compito di capitalizzare i successi già consolidate.

I movimenti che animano Vagary sono ovviamente di produzione Citizen-Miyota, e quindi anch’essi home-made, e possiedono tutti, ma proprio tutti i requisiti di qualità che il brand principale pretende.

Le collezioni sono sono vaste e variegate, che, come già detto, comunicano positività e allegria, senza rinunciare ad un’eleganza di fondo, che la linea imposta da Dante Grossi richiede ormai in tutte le creazioni del colosso giapponese.

Il prezzo è aggressivo, come in effetti può esserlo quello studiato da una distribuzione direttamente effettuata dal produttore.

Vagary, infatti è universalmente riconosciuto quale esempio del massimo raggiungibile in rapporto qualità-prezzo.

… Provare per credere.

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